La neurobiologia interpersonale

La neurobiologia interpersonale si occupa del modo in cui si sviluppa la mente a partire sia da fattori genetici e costituzionali sia dall’esperienza e, quindi, dall’apprendimento.

Disciplina fondata da Daniel J.Siegel (1999) con l’intento di costruire un quadro integrato delle correlazioni fra mente, cervello e relazioni interpersonali. La neurobiologia interpersonale integra acquisizioni cliniche e neurobiologiche, unendo conoscenze sinora scollegate, come quelle derivanti, ad esempio, dalle scienze cognitive e dalla teoria dell’attaccamento (Siegel D., 2001).

Al centro vi è il concetto di epigenesi secondo cui le esperienze, attraverso l’attivazione di determinati circuiti, influenzano l’espressione dei geni. Recenti studi indicano che i cambiamenti nella regolazione epigenetica prodotti dalle relazioni interpersonali sono duraturi e possono essere quindi trasmessi da una generazione a quella successiva, tramite l’alterazione di molecole regolatorie (Meaney, 2010). Ciò renederebbe comprensibile, dal punto di vista del meccanismo sottostante, la trasmissione intergenerazionale (Boszormeny-Nagy, Spark 1988; Bowen 1979) e il concetto di cultura familiare.

Boszormenyi-Nagy I., Spark G. M. (1988). Lealtà invisibili. La reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale. Astrolabio.

Bowen M. (1979). Dalla famiglia all’individuo. La differenziazione del sé nel sistema familiare. Astrolabio.

Meaney M.J. (2010) Epigenetics and the biological definition of gene x environment interactions. Child Development 81(1):41-79.

Siegel D.J. (1999) The Developing Mind. Guilford Press.

Siegel D.J. (2001) Toward an interpersonal neurobiology of the developing mind: Attachment, “mindsight”, and neural integration. Infant Mental Health Journal 22:67–94